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Continua a girare l’idea di potersi muovere sul territorio eccezionalmente, cioè per necessità e quindi motivi dimostrabili, ma solo portando con sè l’autocertificazione. Come se fosse stato disposto un nuovo obbligo legale.

Sbagliato. Il Ministero dell’Interno ha reso pubblico un testo “fax-simile” per orientare i propri funzionari a raccogliere in modo standardizzato, senza tassatività di forma, le dichiarazioni delle persone fermate: l’organo di polizia ha il dovere di domandare il motivo dello spostamento alla persona su cui si svolge l’accertamento e annotare, “anche” (quale scelta possibile) a mezzo della modulistica proposta, al fine di avere una dichiarazione di parte interessata. Si tratta di “dichiarazione resa a publico ufficiale” e se mendace è punibile ai sensi dell’art. 495 c.p. (1) ma ovviamente previo accertamento di merito perché si tratta in tale ipotesi di procedimento penale. Infatti la sanzione non può essere automatica ma inflitta solo a seguito di un procedimento (penale): cioè non è direttamente erogata dal funzionario di polizia, bensì del magistrato. Quindi la si smetta di dire che è rischioso uscire senza autocertificazione in tasca o che la polizia regala sanzioni facilmente a chiunque venga trovato fuori. Non è vero!

Bisogna stare in casa per mitigare il rischio epidemiologico che il paese (e il mondo) sta affrontando, uscire solo per determinati motivi e applicare tutte le misure di precauzione indicate dal Ministero della Salute, ma se ci fermano perché stiamo andando a fare la spesa o al lavoro ci chiederanno dove stiamo andando e potranno raccogliere la nostra dichiarazione “seduta stante”. Il comunicato ministeriale riportava espressamente questa situazione: dichiarazione “seduta stante” anche a mezzo della modulistica predisposta su carta intestata del ministero proprio per agevolare i propri funzionari pubblici!

Il 9 marzo 2020 veniva pubblicata questa notizia avente ad oggetto le direttive “ai prefetti” (Controlli nelle “aree a contenimento rafforzato”: direttiva del ministro Lamorgese ai prefetti) in cui si legge:

gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia. Un divieto assoluto, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus.

Tant’è che il modulo è stato pensato e predisposto con varie opzioni per il singolo momento in cui una persona è intervistata, senza la prescrizione di un burocratico onere al cittadino di uscire ogni volta precompilando tale modulo!!!

Naturalmente può diventare una comodità avere il modello pronto per l’uso al fine di accelerare la trascrizione (sostitutiva con il modulo precompilato) ma non è un dovere, non esiste un obbligo legale in tal senso. Ce la vedete la persona anziana che prima di uscire per fare si mette a compilare una autocertificazione (correttamente: autodichiarazione)? Non avrebbe senso e infatti non ha senso, non è previsto. Ma i telegiornali hanno dato la notizia sbagliata e in tanti hanno diffuso il documento senza manco leggerlo! Evviva l’Italia che prima si lamenta della troppa burocrazia e poi se la crea da sola anche senza aiuto dello Stato…

Esito finale è stato che tutti hanno iniziato a scaricare il documento, quindi il dicastero competente ha sostituito la modulistica rimuovendo la propria intestazione formale “Ministero dell’Interno” e l’ha rimesso on-line (12/03/2020) mediante PDF compilabile: questo, probabilmente, per permettere comunque di utilizzarlo ma si noti come ugualmente sia rimasto in basso a destra la firma dell’<<Operatore di Polizia>>. Non c’è dato sapere se gradiranno la stampa già disponibile per controfirmarla rapidamente in fase di raccolta o se stanno automatizzando il sistema informatico per far deporre i cittadini su tablet e trasmettere tutto alla centrale, d’ufficio. In ogni modo il concetto resta lo stesso: al momento in cui verremo fermati, l’operatore di polizia ci domanderà “il motivo dell’uscita di casa” nonostante la situazione emergenziale ed a questo punto potrà raccogliere la nostra dichiarazione sotto assoluta responsabilità di dire la verità, ammoniti delle conseguenze di cui all’art. 495 c.p. (senza dimenticare che l’ammenda non è sanzione amministrativa ma è disposta dal magistrato a fronte di una sentenza di condanna). Se avremo il modulo con noi già compilato può darsi che lo ritirino, ma nelle recenti FAQ del Governo (rubrica: #iorestoacasa) alla sezione “Spostamenti” viene specificato che il modulo è già in dotazione delle forze dell’ordine, non che lo dobbiamo avere a noi appresso!

FAQ-spostamenti

Fate vobis.

P.S. A chiarimento si utilizzi altresì il diritto per notare che la Sezione V del D.Lgs. 445/2000 dispone in materia di dichiarazione sostitutive di atto notorio, cioè di quegli “stati” e “documenti” che possono essere “dichiarati” (in gergo comune atecnico: autodichiarati o autocertificati)  alla pubblica amministrazione, nei casi previsti dall’art. 46 senza bisogno di dover recuperare atti ufficiali: stato di famiglia, residenza, titolo di studio ed altri (2). Sempre più spesso viene citato impropriamente tale decreto ma qui il Ministero dell’Interno aveva fatto affidamento all’art. 47 per rendere possibile per il cittadino “dichiarare” al pubblico ufficiale il tragitto in esecuzione e parallelamente raccogliere l’informazione quale “dichiarazione resa a pubblico ufficiale” punibile penalmente quale non corrispondente a verità (previa successiva verifica, es. contattando il datore di lavoro, anche a distanza di un mese per ottenere copia del segnaore legato al Libro Unico del Lavoro cioè al prospetto di paga del periodo di interesse).

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(1) Codice penale, art. 495: Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identita’ o su qualita’ personali proprie o di altri.

Chiunque dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, l’identita’ o lo stato o altre qualita’ della propria o dell’altrui persona e’ punito con la reclusione fino a tre anni. Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto in una dichiarazione destinata a essere riprodotta in un atto pubblico. La reclusione non e’ inferiore ad un anno: 1° se si tratta di dichiarazioni in atti dello stato civile; 2° se la falsa dichiarazione sulla propria identita’, sul proprio stato o sulle proprie qualita’ personali e’ resa da un imputato all’Autorita’ giudiziaria, ovvero se, per effetto della falsa dichiarazione, nel casellario giudiziale una decisione penale viene iscritta sotto un falso nome. La pena e’ diminuita se chi ha dichiarato il falso intendeva ottenere, per se’ o per altri, il rilascio di certificati o di autorizzazioni amministrative sotto falso nome, o con altre indicazioni mendaci.

(2) D.Lgs. 445/2000, art. 46: Dichiarazioni sostitutive di certificazioni.

Sono comprovati con dichiarazioni, anche contestuali all’istanza, sottoscritte dall’interessato e prodotte in sostituzione delle normali certificazioni i seguenti stati, qualità personali e fatti: a) data e il luogo di nascita; b) residenza; c) cittadinanza; d) godimento dei diritti civili e politici; e) stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero; f) stato di famiglia; g) esistenza in vita; h) nascita del figlio, decesso del coniuge, dell’ascendente o discendente; i) iscrizione in albi, in elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni; l) appartenenza a ordini professionali; m) titolo di studio, esami sostenuti; n) qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica; o) situazione reddituale o economica anche ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali; p) assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare corrisposto; q) possesso e numero del codice fiscale, della partita IVA e di qualsiasi dato presente nell’archivio dell’anagrafe tributaria; r) stato di disoccupazione; s) qualità di pensionato e categoria di pensione; t) qualità di studente; u) qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili; v) iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo; z) tutte le situazioni relative all’adempimento degli obblighi militari, ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio; aa) di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di sicurezza e di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa; bb) di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali; bb-bis) di non essere l’ente destinatario di provvedimenti giudiziari che applicano le sanzioni amministrative di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231; cc) qualità di vivenza a carico; dd) tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei registri dello stato civile; ee) di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domanda di concordato.

D.Lgs. 445/2000, art. 47: Dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà.

1. L’atto di notorietà’ concernente stati, qualità’ personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell’interessato e’ sostituito da dichiarazione resa e sottoscritta dal medesimo con la osservanza delle modalità’ di cui all’articolo 38.

2. La dichiarazione resa nell’interesse proprio del dichiarante puo’ riguardare anche stati, qualità’ personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza.

3. Fatte salve le eccezioni espressamente previste per legge, nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i concessionari di pubblici servizi, tutti gli stati, le qualità’ personali e i fatti non espressamente indicati nell’articolo 46 sono comprovati dall’interessato mediante la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà’.

4. Salvo il caso in cui la legge preveda espressamente che la denuncia all’Autorità’ di Polizia Giudiziaria e’ presupposto necessario per attivare il procedimento amministrativo di rilascio del duplicato di documenti di riconoscimento o comunque attestanti stati e qualità’ personali dell’interessato, lo smarrimento dei documenti medesimi e’ comprovato da chi ne richiede il duplicato mediante dichiarazione sostitutiva.