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Sui fatti di Crans-Montana non entreremo ora nel merito tecnico, senz’altro si avrà modo di parlarne in aula. Ma invitiamo tutti a ritagliarsi tempo per guardare i video che condividiamo in questa notizia: il primo spiega sinteticamente i motivi dell’incendio, il secondo è un approfondimento di Geopop (che solo Geopop arriva a questo grado di divulgazione scientifica!), nel terzo – anch’esso particolarmente interessante con dovizia argomentativa – c’è la spiegazione di un vigile del fuoco sul principio di incendio e sua espansione (compreso il flashover). Poi lasciamo il collegamento ad altri video di cronaca per chi volesse proseguire la visione. Infine, nel settimo video (contributo di Comunicazione Tecnologica) ci si sofferma sul confine tra intrattenimento e rischio e sulla normativa (italiana, non svizzera) nel settore dello spettacolo.

E’ importante riflettere e aumentare nelle aziende l’attenzione al tema della prevenzione, mettendo in discussione anche i comportamenti e formando più persone alla gestione delle emergenze. Fermarsi al numero di addetti minimo è, appunto, il minimo.

Possiamo però andare oltre alle solite riflessioni e critiche, ragionando fuori dal coro e, parallelamente, aumentare l’attenzione alla sicurezza, al dettaglio, con professionalità e precisione oltre che dovuta serietà?

Nella tragedia occorsa, anziché “scagliarsi” sui titolari del bar Le Costellation (che nel mettere pannelli fonoassorbenti al soffitto, non trattati per essere ignifughi, potremmo presumere non abbiano ipotizzato che un ragazzo potesse sollevare sulle proprie spalle un coetaneo con in mano una girandola scintillante), bisognerebbe – a parere almeno di chi scrive questo post – valutare anche le responsabilità di chi ha autorizzato l’uso di quel locale o, se autorizzato per un uso differente, di chi non è stato in grado di vigilare superando il perbenismo ed eventuali tipiche scusanti su mancanza di fondi e personale: una parte è nel seminterrato e c’è una sola uscita per 300 persone di capienza! Assurdo! Prima di pensare che il locale non fosse in regola ma così tanto conosciuto dai cittadini, non sarebbe lecito dare per scontato (e poi accertare) che qualcuno abbia verosimilmente autorizzato quel locale ad aprire ed esercitare l’attività? E i controlli ispettivi dov’erano? Qualche dirigente responsabile per una gestione pubblica non ottimale c’è, o per effetto delle norme bisogna sempre “garantire” tutto a carico dei titolari del locale? I funzionari pubblici saranno presto chiamati a rispondere del proprio operato o l’inchiesta sarà esclusivamente sui titolari del disco-bar dove si è sviluppato l’incendio la notte di capodanno?

Si può ripensare questo sistema normativo affinché le aziende siano affiancate nel fare sicurezza oppure chiudano senza “se” e senza “ma”? Perché è troppo facile imporre regole e sanzioni e poi criticare o punire. Non è così che si fa prevenzione.

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VIDEO

(quelli proposti in via preferenziale sono visibili direttamente nella finestra dedicata qui sotto o mediante collegamento web indicato; per i video su Facebook si tenga conto che in assenza di un account è sufficiente aprire il collegamento in una pagina web e chiudere la richiesta di login che apparirà davanti al video)

1. Sintesi dei fattori che hanno contribuito all’incendio
https://www.youtube.com/shorts/JCRjyJJyTyE
(alternativa https://www.facebook.com/share/r/1833rCY4hQ)

2. Video di divulgazione scientifica Geopop: perché 47 persone non sono riuscite a salvarsi?
https://www.youtube.com/watch?v=ErPrRuFkc6s
(alternativa https://www.facebook.com/reel/1397268385410393)

3. Spiegazione di un Vigile del fuoco genovese sul principio di incendio e propagazione (compreso il flashover)
https://www.youtube.com/watch?v=E-WghzumXjg

4. Strage dei ragazzi, sotto accusa la sicurezza del lavoro
https://www.facebook.com/reel/3343514345807689

5. Commento del comandante dei Vigili di fuoco di Milano
www.facebook.com/reel/855213043773376/

6. Intervista Tg1 a tre ragazzi
https://www.facebook.com/reel/867548669578897

7. Contributo di Comunicazione Tecnologica sul confine tra intrattenimento e rischio e sulla normativa (italiana, non svizzera) nel settore dello spettacolo
https://www.youtube.com/watch?v=80ZhZ2FBYQE

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Può essere opportuno un minuto di silenzio in rispetto delle vittime e per cordoglio ai familiari, ma bisogna alzare la testa e fare prevenzione. Capire per prevenire. Studiare, discutere, approfondire. Fare maggiore formazione, anche finanziata! Maggiori controlli, con collaborazione per raggiungere il risultato e non con la penna puntata per sanzionare. Smetterla con la burocrazia e smettere tutti di non avere tempo per la sicurezza, perché poi non c’è tempo per rimpiangere gli errori.

La superficialità è collettiva, l’incompetenza sempre più popolare, ma la professionalità e la precisione devono essere pretese.


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