RICERCHIAMO PERSONALE (selezione 01/2020)

In evidenza

(Il presente annuncio è temporaneo e sarà rimosso a selezione conclusa)

Ricerchiamo le seguenti figure per aumentare il Team! Gli interessati sono pregati di leggere l’annuncio e candidarsi esclusivamente ad una posizione inviando il proprio CV all’indirizzo mail selezione01-2020@studiolodi.info (tale indirizzo è temporaneo e finalizzato solo a questo annuncio, sarà disattivato quando la selezione risulterà conclusa).

Per candidarsi inviare il proprio CV inserendo in oggetto la denominazione del “Profilo” per cui ci si propone. In calce alcune indicazioni operative.

La ricerca ammette sia l’inserimento di lavoratori dipendenti (preferenza) sia, in alternativa, la possibilità di collaborare con lavoratori autonomi (con p.iva) purché l’esercizio di altre attività non costituisca causa ostativa al buon servizio dello Studio a favore della clientela oltre che al professionista aderente. Ogni situazione sarà valutabile al momento opportuno.
Fa eccezione solo il quarto profilo espressamente riservato a liberi professionisti.

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Nel periodo di emergenza Covid-19 le antinomie trovano una nuova soluzione: art. 3 D.L. 19/2020 (incostituzionale?)

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Agli albori della discussione sul rapporto giuridico tra D.P.C.M. a livello nazionale e decretazioni ed ordinanze di rango regionale e infraregionale, su cui avevamo già espresso la chiave interpretativa per risolvere l’antinomia, in data 25 marzo 2020 il Governo è intervenuto per modificare l’assetto delineato avocando a sé la supremazia gerarchica delle decisioni per il contenimento dell’emergenza Covid-19 e, quindi, limitando temporaneamente i poteri di Comuni, Regioni, Province autonome.

L’art. 3 del D.L. 19/2020, in vigore dal giorno seguente alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e quindi dal 26 marzo, fornisce disposizione legale per il rapporto delle misure territoriali e regionali con quelle statali: per dirlo in altri termini, il Governo ha deciso di rendere uniforme la gestione a livello nazionale dando maggior rigore ai D.P.C.M. rispetto agli atti di Regioni, Comuni e Province, specificando la validità di quelli regionali nel solo periodo transitorio intercorrente tra la pubblicazione della decisione di competenza e l’arrivo ufficiale del D.P.C.M. e determinando l’inefficacia delle ordinanze dei sindaci in contrasto con le misure statali (nota: anche con riferimento ad eventuali maggiori restrizioni che avrebbero mantenuto validità secondo quanto disciplinato dalla Costituzione italiana ma che, evidentemente, generavano confusione applicativa).

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Coronavirus: pagamento Cassa Integrazione Guadagni impossibile entro il 15 aprile 2020

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COMUNICATO STAMPA
Cassa integrazione impossibile entro il 15 aprile 2020
Per il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro
sono necessarie modifiche normative e semplificazioni burocratiche
che non dipendono dai professionisti.
Il 1°aprile gli Stati Generali di Categoria

Fonti, per capire i motivi ed entrare nel merito:

Attenzione alle false e-mail sui rimborsi del Fisco

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Agenzia delle Entrate: Comunicato stampa 31 marzo 2020

Attenzione alle false email sui rimborsi del Fisco

In questi giorni l’Agenzia delle Entrate ha ricevuto diverse segnalazioni relative a nuove email di phishing che notificano ai destinatari rimborsi fiscali inesistenti con l’obiettivo di raccogliere informazioni riservate.

Le email in questione presentano come oggetto la dicitura “Notifica per il rimborso fiscale del 2019” e provengono da indirizzi email non riconducibili all’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia ha segnalato la comunicazione alla Polizia postale e raccomanda ai contribuenti di non aprire la mail e di cancellarla immediatamente, anche per evitare danni ai propri pc, tablet e smartphone. Inoltre, ricorda che non vengono mai inviate comunicazioni via email relative ai rimborsi fiscali e che sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it è possibile consultare la sezione “Come sono pagati i rimborsi” per conoscere le modalità corrette con cui vengono erogati.

Roma, 31 marzo 2020

Per il comunicato in versione PDF cliccare qui

Come risolvere l’antinomia giuridica tra DPCM e altri decreti e ordinanze nel periodo emergenziale Covid-19

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Viste le numerose richieste pervenute, riportiamo quanto già annotato a conclusione di questo articolo sul DPCM 22/03/2020, per spiegare come risolvere l’antinomia nel rapporto giuridico tra i vari decreti e ordinanze di questo periodo emergenziale.

qualora ci si trovi ad una antinomia tra decreto odierno e precedenti atti (decreti, ordinanze, …) delle Regioni ed enti locali, bisognerà considerare la validità secondo criterio gerarchico ma con integrazione suppletiva territoriale: decadono eventuali deroghe o “concessioni” – qui intendendo le attività aperte o le libertà concesse – deliberate da Regioni e Comuni, mentre restano valide le maggiori restrizioni (già definite o che decideranno di definire) rispetto alle limitazioni stabilite dal Governo italiano. Gli atti di livello territoriale infatti non sono da intendersi superate in toto, ma solo nella parte in cui il decreto statale impone una maggior limitazione, mentre gli altri divieti imposti da Regioni e Comuni e province autonome restano in vigore. Si salvano così l’autonomia amministrativa dettata dall’art. 118 Cost. e la supremazia statale sostitutiva ex art. 120 Cost. per motivi di salute pubblica nazionale, in rapporto coordinato rispettoso dei principi di sussidiarietà e leale collaborazione

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AGGIORNAMENTO: Nel periodo di emergenza Covid-19 le antinomie trovano una nuova soluzione: art. 3 D.L. 19/2020 (incostituzionale?)

Coronavirus: DPCM 22 marzo 2020, stop attività produttive e commerciali

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Firmato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, che impone la sospensione delle attività produttive e commerciali ad eccezione di quelle classificate nei gruppi Ateco dell’Allegato 1 al decreto (che comunque potrà subire modifiche) e degli studi professionali.

Si cita anzitutto la prima parte dell’art. 1:

a) sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1 e salvo quanto di seguito disposto. Le attività professionali non sono sospese e restano ferme le previsioni di cui all’articolo 1, punto 7, decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020.

Pur evidenziando l’importanza di restare a casa, segnaliamo che nel decreto è indicata anche la prosecuzione delle attività necessarie per la filiera di quelle in Allegato 1, in ragione del fatto che una elencazione formale non può considerarsi esaustiva e rischierebbe di essere eccessivamente limitativa rispetto ai servizi essenziali e loro fornitori di beni, opere e servizi. Tuttavia è prevista, in una sorta di logica antielusiva, il requisito di una preventiva comunicazione al Prefetto da parte delle organizzazioni che intendono proseguire, fornendo dettaglio circa i beneficiari dei servizi che si ritiene di non dover sospendere (quindi conviene inviare un documento preferibilmente avente ricevuta di consegna, come la PEC, riportando il motivo di prosecuzione e la tipologia di servizio e soprattutto a chi è destinato); i beneficiari devono rientrare nelle classificazioni dell’Allegato 1. Continua a leggere