RICERCHIAMO PERSONALE (selezione 01/2020)

In evidenza

(Il presente annuncio è temporaneo e sarà rimosso a selezione conclusa)

Ricerchiamo le seguenti figure per aumentare il Team! Gli interessati sono pregati di leggere l’annuncio e candidarsi esclusivamente ad una posizione inviando il proprio CV all’indirizzo mail selezione01-2020@studiolodi.info (tale indirizzo è temporaneo e finalizzato solo a questo annuncio, sarà disattivato quando la selezione risulterà conclusa).

Per candidarsi inviare il proprio CV inserendo in oggetto la denominazione del “Profilo” per cui ci si propone. In calce alcune indicazioni operative.

La ricerca ammette sia l’inserimento di lavoratori dipendenti (preferenza) sia, in alternativa, la possibilità di collaborare con lavoratori autonomi (con p.iva) purché l’esercizio di altre attività non costituisca causa ostativa al buon servizio dello Studio a favore della clientela oltre che al professionista aderente. Ogni situazione sarà valutabile al momento opportuno.
Fa eccezione solo il quarto profilo espressamente riservato a liberi professionisti.

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Il riconoscimento facciale biometrico e le Linee guida sulla videosorveglianza

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Il 10 Luglio 2019 sono state pubblicate, dal Comitato europeo per la protezione dei dati, le Linee guida sulla videosorveglianza con lo scopo di aiutare nell’applicazione del Regolamento (UE) 2016/679 in questo ambito.

In tale documento sono analizzati i seguenti elementi:

  • ambito di applicazione;
  • liceità del trattamento;
  • divulgazione del dato a terzi;
  • gestione di particolari categorie di dati (es. dati biometrici derivanti dal riconoscimento facciale);
  • diritti degli interessati;
  • trasparenza e obbligo d’informazione;
  • periodi di conservazione consentiti;
  • misure tecniche e organizzative da attuare.

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Coronavirus, fase 2: la ripresa delle attività. DPCM 26/04/2020 evidenziato e annotato per agevolarne la lettura

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Il momento tanto attesto della “Fase 2” è arrivato e ieri, 26 aprile 2020, è stato pubblicato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che distingue in:

  • attività sinora aperte, che proseguiranno nel rispetto delle misure anti-contagio;
  • attività già sospese che potranno riaprire il 4 o il 18 maggio a seconda del tipo di azienda, e sempre con osservanza delle regole di prevenzione elencate;
  • attività che restano sospese (si auspica possano riaprire a inizio giugno).

Poiché la lettura del decreto non è una passeggiata, come di consueto pubblichiamo la versione da noi evidenziata e annotata (PDF) per “guidare” la clientela nel carpire i punti salienti e poter rintracciare i singoli aspetti di interesse.

Rammentiamo l’importanza di osservare le misure di prevenzione che ormai dovrebbero essere chiare:

  1. distanziamento sociale di almeno 1 metro (meglio anche 2!);
  2. igiene delle mani (con acqua e sapone o, quando non possibile, con gel idroalcolico);
  3. igiene degli ambienti e delle superfici (anche degli oggetti ad uso condiviso, es. il cordless dell’ufficio o i telefonini, anche privati);
  4. utilizzo della mascherina (obbligatoria se non è possibile il distanziamento interpersonale, ma fortemente raccomandata sempre per contenere le goccioline  di saliva del singolo individuo durante le conversazioni e quindi evitare di imbrattare involontariamente le superfici o le persone che si possono incrociare);
  5. non toccarsi bocca, naso e occhi con le mani ed evitare l’uso promiscuo di posate, bicchieri e bottiglie, oltre a sottrarsi ad abbracci e strette di mano;
  6. starnutire o tossire sempre coprendo naso e bocca con un fazzoletto o con la piega del gomito (o grazie alla stessa mascherina se indossata).

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Procedure operative prevenzione Coronavirus in uffici e aziende a basso rischio biologico

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Per rispondere alle richieste dei clienti, abbiamo esteso una procedura operativa (o meglio: un decalogo di procedure unificate) per la prevenzione e la gestione del rischio Coronavirus. Il documento contiene una serie di regole chiare in unica pagina (oltre due semplici allegati) su come comportarsi per le aziende aperte (a cui avevamo già dato le indicazioni) e per quelle in attesa della “fase 2” di riapertura. Il documento contiene essenzialmente il “cosa fare”, per punti, e è completato dalla stampa di alcune note e le indicazioni sul lavaggio delle mani, oltre all’opuscolo informativo del Ministero della Salute come semplice promemoria grafico. L’elenco procedurale potrà subire delle modifiche in base a quanto sarà stabilito dal Governo.

Si evidenzia che il decalogo procedurale in commento è rivolto a Uffici e aziende a basso rischio biologico (esposizione non professionale strictu sensu ad agenti biologici, cioè ad ambienti con rischio pari al resto della popolazione).

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In arrivo Immuni: l’app per il tracciamento dei contagi

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Immuni, l’app che effettuerà il trattamento dei contagi, è stata scelta tra tante in gara e, grazie al suo funzionamento, risulta dare garanzie efficaci per il mantenimento del principio di minimizzazione dei dati.

Si basa su una tecnologia bluetooth low energy grazie alla quale non sarà implementata nessuna geolocalizzazione, infatti questa è una tecnologia di prossimità, che permetterà di capire quando due dispositivi sono vicini tra loro.

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Nel periodo di emergenza Covid-19 le antinomie trovano una nuova soluzione: art. 3 D.L. 19/2020 (incostituzionale?)

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Agli albori della discussione sul rapporto giuridico tra D.P.C.M. a livello nazionale e decretazioni ed ordinanze di rango regionale e infraregionale, su cui avevamo già espresso la chiave interpretativa per risolvere l’antinomia, in data 25 marzo 2020 il Governo è intervenuto per modificare l’assetto delineato avocando a sé la supremazia gerarchica delle decisioni per il contenimento dell’emergenza Covid-19 e, quindi, limitando temporaneamente i poteri di Comuni, Regioni, Province autonome.

L’art. 3 del D.L. 19/2020, in vigore dal giorno seguente alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e quindi dal 26 marzo, fornisce disposizione legale per il rapporto delle misure territoriali e regionali con quelle statali: per dirlo in altri termini, il Governo ha deciso di rendere uniforme la gestione a livello nazionale dando maggior rigore ai D.P.C.M. rispetto agli atti di Regioni, Comuni e Province, specificando la validità di quelli regionali nel solo periodo transitorio intercorrente tra la pubblicazione della decisione di competenza e l’arrivo ufficiale del D.P.C.M. e determinando l’inefficacia delle ordinanze dei sindaci in contrasto con le misure statali (nota: anche con riferimento ad eventuali maggiori restrizioni che avrebbero mantenuto validità secondo quanto disciplinato dalla Costituzione italiana ma che, evidentemente, generavano confusione applicativa).

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