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Studio Lodi dr. Luca

~ Diritto e Sicurezza del Lavoro

Studio Lodi dr. Luca

Archivi tag: datore di lavoro

Nel 2026 corsi finanziati e perfezionamento servizi

07 mercoledì Gen 2026

Posted by Luca Lodi in formazione, lavoro

≈ 1 Commento

Tag

accordo stato-regioni, corsi, datore di lavoro, formazione, modelli di gestione, modelli di organizzazione, modelli di organizzazione e gestione, privacy, psicologo, stress lavoro-correlato, studio lodi, studiolodi, Valutazione dei rischi, valutazione rischi

Indice:

  • corsi finanziati nel 2026 e seminario per datori di lavoro;
  • audit e sopralluoghi per sicurezza e privacy;
  • cultura della privacy per garantire professionalità;
  • sessioni di “induction” nelle aziende (soprattutto se con ampio turnover);
  • modelli organizzativi e di gestione (esimenti responsabilità, sgravi assicurativi);
  • servizi legali di antiriciclaggio e gestione della crisi d’impresa.
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Formazione sicurezza DATORI DI LAVORO

27 mercoledì Ago 2025

Posted by Luca Lodi in formazione, sicurezza

≈ 2 commenti

Tag

datore di lavoro, formazione, prevenzione, responsabilità datoriale, RSPP, sicurezza

Attenzione! Corso obbligatorio per TUTTI i datori di lavoro.

Come accennato, l’Accordo Stato-regioni del 17/04/2025 ha ripreso i programmi dei corsi per datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione (DL-SPP, ai sensi dell’art. 34 D.Lgs. 81/08), con alcune importanti modifiche, ma ha previsto anche corsi obbligatori per tutti gli altri datori di lavoro: pertanto il datore di lavoro, indipendentemente che svolga il ruolo di DL-SPP o che abbia designato un RSPP interno o esterno, deve svolgere un corso di 16 ore.

Orbene, la Conferenza Stato-regioni ha provveduto a deliberare il programma didattico obbligatorio per i datori di lavoro tout court, in quanto la Legge n. 215/2021 ha introdotto una modifica all’articolo 37, comma 7, del D.Lgs. 81/08 inserendo che “il datore di lavoro, i dirigenti e i preposti ricevono un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, secondo quanto previsto dall’accordo di cui al comma 2, secondo periodo”. Norma sanzionata penalmente e passibile di incostituzionalità perché il precetto legale fa affidamento ad una fonte extra-ordinamento ma, soprattutto, perché prevedere una formazione obbligatoria a tutti i datori di lavoro senza condizioni potrebbe costituire una limitazione della libertà imprenditoriale ex art. 41 Cost. (ma non è dato sapere se e quando il vizio di costituzionalità sarà sollevato nelle more di un procedimento giudiziario, pertanto fino ad allora non ci rimane che adeguarci e fare formazione che comunque ha la sua importanza a prescindere da questi aspetti giuridici). Peraltro si ritiene inopportuno aver menzionato il datore di lavoro al comma 7 di un articolo (il 37) che riguarda esclusivamente la formazione di lavoratori e loro rappresentanti: evidentemente il legislatore è stato poco attento.

Vediamo in sintesi le caratteristiche mediante i quadri sinottici offerti da AiFOS.

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Oltre il potere direttivo per il riconoscimento della subordinazione

06 venerdì Dic 2019

Posted by Francesca Baglio in lavoro

≈ Commenti disabilitati su Oltre il potere direttivo per il riconoscimento della subordinazione

Tag

Cass. 25711/2018, Cassazione, codice civile, consulenti del lavoro, consulenza del lavoro, datore di lavoro, dipendente, indici giurisprudenziali, lavoratore, lavoro autonomo, subordinazione, Suprema Corte di Cassazione

La Suprema Corte di Cassazione, con sentenza n. 25711 del 15 Ottobre 2018, ha affermato che la distinzione tra il rapporto di lavoro autonomo e quello subordinato può andare oltre il solo potere direttivo, soprattutto quando si è di fronte a mansioni la cui peculiarità non rende agevolmente apprezzabile l’elemento dell’assoggettamento. Infatti, per le prestazioni di natura intellettuale o professionale, occorre fare riferimento a criteri “complementari e sussidiari” che, privi ciascuno di valore decisivo, possono essere valutati globalmente come indizi probatori della subordinazione (ex multis: Cass. SS.UU. 30/06/199 n. 379).

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Non è sempre colpa del datore di lavoro (Cass. 8883/2016)

13 mercoledì Lug 2016

Posted by Luca Lodi in lavoro, sicurezza

≈ Commenti disabilitati su Non è sempre colpa del datore di lavoro (Cass. 8883/2016)

Tag

art. 2087 c.c., Cass. 8883/2016, datore di lavoro, lavoratore, quadripartizione legale, responsabilità, RSPP

Il datore di lavoro è il primo garante della sicurezza dei propri lavoratori.
Quindi in caso di infortunio la colpa è sempre sua? No, non sempre. Nell’indagine delle responsabilità è bene porsi alcuni quesiti:

  • È presente un nesso causale tra l’evento lesivo (in questo caso l’infortunio sul lavoro) e la condotta (attiva od omissiva) del datore di lavoro?
  • Il fatto era prevedibile e/o evitabile?

Deve infatti sussistere risposta affermativa affinché sia imputabile una responsabilità al datore di lavoro. Se l’evento, invece, risulta imprevedibile ed inevitabile, e la condotta del lavoratore è associabile a un comportamento abnorme, non prevedibile, esorbitante dalle normali procedure di lavoro, la responsabilità non è riconducibile al datore di lavoro bensì al lavoratore stesso. E’ su questa linea che la Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con sentenza n. 8883 del 3 marzo 2016, torna su un orientamento consolidato dando piena assoluzione ad un datore di lavoro e al suo RSPP a seguito di un infortunio di un dipendente caduto dal tetto del capannone: “tutte le cautele possibili da assumersi ex ante erano state assunte” –si legge nelle motivazioni–, il lavoratore era stato ben formato in materia di sicurezza sul lavoro e il suo comportamento è stato ritenuto imprevedibile e quindi direttamente ad egli ascrivibile.

 

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Condotta abnorme del lavoratore (Cass. 28132/2015)

23 lunedì Nov 2015

Posted by Luca Lodi in sicurezza

≈ Commenti disabilitati su Condotta abnorme del lavoratore (Cass. 28132/2015)

Tag

cantieri, cantieri temporanei o mobili, Cassazione, condotta abnorme, coordinatore per l'esecuzione, coordinatore sicurezza esecuzione, CSE, datore di lavoro, infortunio, infortunio mortale

Cassazione Penale, Sez. IV, 2 luglio 2015, n. 28132 – Caduta mortale di un operaio e responsabilità di un coordinatore per l’esecuzione. Nessun comportamento abnorme della vittima.

Ormai lo sappiamo: solo la condotta “abnorme” esclude la responsabilità datoriale o del CSE. Ecco puntuali le parole dei giudici…

Poiché le norme di prevenzione antinfortunistica mirano a tutelare il lavoratore anche in ordine ad incidenti che possano derivare da sua negligenza, imprudenza e imperizia, il comportamento anomalo del lavoratore può acquisire valore di causa sopravvenuta da sola sufficiente a cagionare l’evento, tanto da escludere la responsabilità del datore di lavoro e, in generale, del destinatario dell’obbligo di adottare le misure di prevenzione, solo quando esso sia assolutamente estraneo al processo produttivo o alle mansioni attribuite, risolvendosi in un comportamento del tutto esorbitante e imprevedibile rispetto al lavoro posto in essere, ontologicamente avulso da ogni ipotizzabile intervento e prevedibile scelta del lavoratore. Tale risultato, invece, non è collegabile al comportamento, ancorché avventato, disattento, imprudente, negligente del lavoratore, posto in essere nel contesto dell’attività lavorativa svolta, non essendo esso, in tal caso, eccezionale ed imprevedibile.

Testo della sentenza su Olympus (Osservatorio dell’Università degli Studi di Urbino)

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