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Studio Lodi dr. Luca

~ Diritto e Sicurezza del Lavoro

Studio Lodi dr. Luca

Archivi della categoria: lavoro

Registri di esposizione agenti biologici e agenti cancerogeni

29 domenica Ott 2017

Posted by Luca Lodi in lavoro, sicurezza

≈ Commenti disabilitati su Registri di esposizione agenti biologici e agenti cancerogeni

Tag

agenti biologici, agenti cancerogeni, consulenti del lavoro, INAIL, registro degli esposti, registro di esposizione

L’INAIL comunica nuove modalità di trasmissione telematica a far data 12/10/2017.

COMUNICATO INAIL:  Per i datori di lavoro, o loro delegati, titolari di posizione assicurativa territoriale (Pat), dal 12 ottobre 2017 è disponibile il nuovo servizio online per la trasmissione del “Registro di esposizione”.
Con la circolare n. 43 del 12 ottobre 2017 sono illustrate le modalità di invio telematico mediante l’accesso ai servizi online del portale Inail, che consente di rispettare, con un unico adempimento informatico, l’obbligo previsto dalla normativa vigente nei confronti sia dell’Inail sia della Asl competente per territorio.
I datori di lavoro pubblici e privati non titolari di una Pat provvederanno, invece, all’inoltro dei dati afferenti al Registro di esposizione tramite Pec.
Attraverso il contact center multicanale o il servizio online “Inail risponde” è possibile avere informazioni e assistenza.

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Licenziamento di lavoratore disabile

29 domenica Ott 2017

Posted by Luca Lodi in lavoro, sicurezza

≈ Commenti disabilitati su Licenziamento di lavoratore disabile

Tag

Collegiale medica, collocamento obbligatorio, disabili, diversamenti abili, handicap, handicappati, idoneità, idoneità alla mansione, INAIL, inidoneità alla mansione, inidoneità sanitaria, legge 104, legge 68/99, licenziamento, medico competente, parità di trattamento

Con sentenza n. 10576/2017 la Suprema Corte di Cassazione ha precisato che in caso di collocamento obbligatorio (L. 68/99), la Commissione medica non è competente solo in fase di inserimento ma anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro per sopraggiunta inidoneità alla mansione. Ciò significa che in caso di aggravio delle condizioni di salute del soggetto portatore di handicap fisico o psichico, qualora il Medico competente aziendale ravvisi l’inidoneità sanitaria alla mansione, il giudizio di idoneità negata non può bastare per intimare il licenziamento (per giustificato motivo oggettivo) bensì è necessario interpellare la Commissione medica collegiale di cui alla legge n. 104/92.

Nella testo della sentenza si segnala la presenza di interessanti passaggi di ragionamento non solo tra legge n. 68/99 (collocamento obbligatorio) e legge n. 104/92 (legge-quadro per la tutela delle persone diversamente abili), ma anche un rinvio al d.lgs. n. 216/03 (recepimento direttiva 2000/78/CE sulla parità di trattamento nell’occupazione di persone con handicap) e ai decreti legislativi nn. 626/94 e attuale 81/08 in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Per approfondimenti:

  • Sentenza su Olympus (Osservatorio Università di Urbino)
  • Notizia della redazione di Disabili.com

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Managing Stress – Brainsmart

22 domenica Ott 2017

Posted by Luca Lodi in lavoro, sicurezza, video

≈ Commenti disabilitati su Managing Stress – Brainsmart

Tag

brainsmart, managing stress, stress, stress lavoro-correlato

Fonte: Brainsmart, BBC

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Smart working

05 lunedì Giu 2017

Posted by Luca Lodi in lavoro, privacy

≈ Commenti disabilitati su Smart working

Tag

computer, internet, iphone, jobs act, jobs act autonomi, lavoro agile, smart working, smartphone, statuto dei lavoratori

Il lavoro agile o smart working, introdotto dal “Jobs Act autonomi” allo scopo di incrementare la competitività delle imprese e di agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro del lavoratore, rappresenta una nuova modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, che deve essere stabilita mediante un accordo tra le parti e che si esplicita con forme di organizzazione del lavoro per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività. La prestazione lavorativa può dunque essere eseguita in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno dell’impresa senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva, e dà diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato nei confronti di lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda.

da IPSOA Quotidiano, scritto da Maurizio Magri.

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Non è sempre colpa del datore di lavoro (Cass. 8883/2016)

13 mercoledì Lug 2016

Posted by Luca Lodi in lavoro, sicurezza

≈ Commenti disabilitati su Non è sempre colpa del datore di lavoro (Cass. 8883/2016)

Tag

art. 2087 c.c., Cass. 8883/2016, datore di lavoro, lavoratore, quadripartizione legale, responsabilità, RSPP

Il datore di lavoro è il primo garante della sicurezza dei propri lavoratori.
Quindi in caso di infortunio la colpa è sempre sua? No, non sempre. Nell’indagine delle responsabilità è bene porsi alcuni quesiti:

  • È presente un nesso causale tra l’evento lesivo (in questo caso l’infortunio sul lavoro) e la condotta (attiva od omissiva) del datore di lavoro?
  • Il fatto era prevedibile e/o evitabile?

Deve infatti sussistere risposta affermativa affinché sia imputabile una responsabilità al datore di lavoro. Se l’evento, invece, risulta imprevedibile ed inevitabile, e la condotta del lavoratore è associabile a un comportamento abnorme, non prevedibile, esorbitante dalle normali procedure di lavoro, la responsabilità non è riconducibile al datore di lavoro bensì al lavoratore stesso. E’ su questa linea che la Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con sentenza n. 8883 del 3 marzo 2016, torna su un orientamento consolidato dando piena assoluzione ad un datore di lavoro e al suo RSPP a seguito di un infortunio di un dipendente caduto dal tetto del capannone: “tutte le cautele possibili da assumersi ex ante erano state assunte” –si legge nelle motivazioni–, il lavoratore era stato ben formato in materia di sicurezza sul lavoro e il suo comportamento è stato ritenuto imprevedibile e quindi direttamente ad egli ascrivibile.

 

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